EXT Aria V2: l'ammortizzatore ad aria che sembra una molla

Francesco Savona
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EXT Aria V2: l'ammortizzatore ad aria che sembra una molla

Francesco Savona
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L'EXT Aria V2 nasce con un obiettivo molto preciso: superare uno dei principali limiti degli ammortizzatori ad aria tradizionali rispetto quelli a molla, ovvero quella sensazione di scarso sostegno nella parte centrale della corsa, il classico mid-stroke wallow che tutti i rider conoscono bene.

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Negli ammortizzatori ad aria convenzionali esiste infatti un compromesso difficile da evitare: se si aumenta la pressione per ottenere maggiore sostegno a metà corsa, la sospensione diventa meno sensibile nella parte iniziale, quella che copia i piccoli urti; se invece si riduce la pressione per migliorare comfort e grip, il rischio è quello di "mangiarsi" rapidamente la corsa e perdere sostegno quando il ritmo aumenta.

Per risolvere questo problema EXT ha sviluppato il sistema proprietario AS3 (Air Spring 3), cuore tecnologico dell'Aria V2.
A differenza di un classico ammortizzatore ad aria, l'AS3 utilizza tre volumi pneumatici:
- una camera positiva principale,
- una seconda camera positiva dedicata alla parte finale dell'escursione
- e una camera negativa autoequalizzante.

La prima camera positiva gestisce circa il 60% iniziale della corsa ed è quella che determina il SAG, la sensibilità iniziale e il comportamento nella prima parte del travel.

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La seconda camera positiva, invece, entra progressivamente in funzione nell'ultimo 40% della corsa, aumentando il sostegno e la progressività senza influenzare in maniera significativa la risposta iniziale della sospensione. In pratica è come avere due molle pneumatiche che lavorano insieme ma con compiti differenti.

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Due valvole, due regolazioni indipendenti

Per sfruttare questa architettura l'Aria V2 dispone di due valvole di gonfiaggio.
La valvola principale, col tappino di colore nero (foto in basso), regola la camera positiva primaria ed è quella con cui si imposta il SAG e il comportamento nella prima parte dell'escursione.
La seconda valvola, riconoscibile dal tappino color bronzo, è dedicata alla camera positiva supplementare, e permette di modificare esclusivamente il sostegno nella seconda parte della corsa e la progressività finale.

Questo significa che il rider può aumentare il supporto quando la sospensione affonda nelle compressioni più importanti senza irrigidire la risposta ai piccoli urti, un risultato praticamente impossibile da ottenere con un ammortizzatore ad aria tradizionale.
Le due camere non sono completamente isolate: esiste una piccola zona di sovrapposizione in cui le loro pressioni interagiscono. Tuttavia l'influenza reciproca è limitata e consente regolazioni molto più mirate rispetto ai sistemi convenzionali.

Come funziona l'AS3

La seconda camera positiva è separata dalla principale tramite una particolare membrana elastica. Durante la compressione dell'ammortizzatore, l'aumento di pressione nella camera principale spinge progressivamente aria verso la seconda camera, che inizia così a intervenire soltanto nella parte finale dell'escursione.
È questo meccanismo a generare una curva elastica molto particolare: estremamente lineare nella fase iniziale e centrale della corsa, ma progressivamente più sostenuta quando ci si avvicina al fine corsa.

Il risultato è una sospensione capace di offrire il grip e la sensibilità tipici di un ammortizzatore a molla, mantenendo però tutti i vantaggi dell'aria in termini di peso, possibilità di regolazione e adattabilità ai diversi rider.
Ma ci sono altri due vantaggi non trascurabili:
1. Questa tecnologia rende superfluo l'utilizzo dei token o prodotti similari
2. Grazie alla tecnologia AS3, l’ammortizzatore EXT Aria V2 offre una flessibilità totale, modificando la sua curva di compressione per adattarsi al carro posteriore di qualunque bici, sia esso lineare o progressivo.

Le regolazioni

Le regolazioni sono complete e permettono di intervenire separatamente sulle compressioni alle alte e basse velocità, oltre naturalmente al ritorno; naturalmente è presente la leva di blocco per la pedalata (foto in basso).
A completare il pacchetto troviamo l'HBC (Hydraulic Bottom Out Control), un sistema idraulico che interviene negli ultimi millimetri di corsa rendendo il fine corsa progressivo senza ricorrere esclusivamente all'aria.
Di derivazione Motorsport, il Fine Corsa Idraulico è composto da un pistone secondario montato sotto quello principale, che quando raggiunge la fine della corsa, entra in un tubo interno, costringendo l'olio a passare attraverso un foro calibrato che definisce la progressività della parte finale della corsa.
L'HBC interviene idraulicamente sull'ultimo 15% della corsa dell'ammortizzatore.

Integrazione Software-Hardware

E parlando di regolazioni, EXT ha messo a punto una web App, cioè fruibile solo da desktop, che diventa parte integrante dell'esperienza d'uso.
Ridemaster, questo il nome dell'APP,  offre al cliente finale uno strumento user-friendly per il set up della propria sospensione. Inserendo nell'App alcuni parametri come il peso della bici, il peso del biker, il travel della sospensione, il livello di guida del rider e la tipologia dei trail che si è soliti percorrere, vengono fuori i click necessari per le compressioni alle alte (HSC), le compressioni alle basse (LSC), il ritorno (Rebound), il SAG raccomandato e le pressioni necessarie per le due camere.
Per provare Ridemaster: extremeshox.com/ridemaster.

Quanto pesa

La casa per un ammortizzatore 210x55 mm dichiara un peso reale di 622 grammi; noi per il nostro ammortizzatore in prova, che misurava 230x65 mm, abbiamo rilevato 682 grammi.

Quanto costa

Con un prezzo di listino di circa 1.100 euro, l'EXT Aria V2 non è un ammortizzatore pensato per tutti, ma per chi cerca il massimo in termini di prestazioni, personalizzazione e qualità costruttiva.

Per quanto riguarda la garanzia, l'Aria V2 è coperto dal programma di estensione della garanzia, che offre ai clienti ulteriori 3 anni oltre alla garanzia legale originale di 2 anni, per un totale di 5 anni.

Misure disponibili

L'Aria V2 nasce per le bici da Enduro, trail ed e-bike.

Queste le misure disponibili per lo standard metrico:
210 / 50 mm, 210 / 52.5 mm, 210 / 55 mm, 230 / 57.5mm, 230 / 60 mm, 230 / 62.5 mm, 230 / 65 mm, 250 / 67.5 mm, 250 / 70 mm, 250 / 72.5 mm, 250 / 75 mm.

E queste le misure per il Trunnion:
185 / 50 mm, 185 / 52.5 mm, 185 / 55 mm, 205 / 57.5 mm, 205 / 60 mm, 205 / 62.5 mm, 205 / 65 mm, 225 / 67.5 mm, 225 / 70 mm, 225 / 72.5 mm, 225 / 75 mm.

EXT Aria V2 DH

È disponibile anche una versione per bici da DH a lunga escursione, con un tuning dedicato e un Hydraulic Bottom-Out Control specifico per le bici da DH, in grado di generare il 20% in più di forza a fine corsa.
Su questo modello non è presente il blocco per la pedalata.
Il prezzo è lo stesso dell'ammortizzatore Aria V2, ovvero 1.100 €.

EXT Aria V2: come va

La Pedroni Charger GT che ho avuto in prova per diverse settimane era già una bici molto equilibrata, ma il passaggio all'EXT Aria V2 ha messo in evidenza quanto un ammortizzatore possa cambiare il comportamento del retrotreno senza stravolgere il carattere della bici.
La prima sensazione è quella di una trazione ulteriormente migliorata. Nei tratti più tecnici in salita la ruota posteriore sembra rimanere costantemente incollata al terreno, seguendo il profilo del sentiero con grande naturalezza. Dove prima si percepivano piccoli pattinamenti o alleggerimenti della ruota, ora il grip aumenta  e diventa più facile scaricare a terra tutti i 105 Nm del motore Mahle M40.

Anche sullo sconnesso l'ETX Aria V2 convince fin dai primi metri. La sensibilità sui piccoli urti è davvero notevole: radici, pietre e asperità vengono filtrate con estrema naturalezza, migliorando sia il comfort sia il controllo della bici. Il posteriore lavora continuamente, ma senza dare quella sensazione di eccessiva morbidezza che spesso accompagna le sospensioni molto sensibili.

Il merito è soprattutto del sostegno nella parte centrale della corsa.
È probabilmente la caratteristica che più mi ha colpito. La bici rimane alta nel travel, mantiene l'assetto anche quando si aumenta il ritmo e trasmette sempre la sensazione di avere una riserva di corsa disponibile. Nei cambi di direzione, nelle compressioni e nei tratti più veloci il telaio risulta pi stabile e preciso, regalando una guida più intuitiva e meno affaticante.

Anche affrontando gradoni o impatti più importanti, l'ETX Aria V2 restituisce una progressione molto controllata.
La sospensione sfrutta tutta la corsa senza arrivare mai a fine corsa in maniera brusca e lascia sempre la percezione di avere la situazione sotto controllo.
Quello che sorprende maggiormente, però, è il comportamento complessivo della bici. Più che evidenziare una singola qualità, l'ammortizzatore riesce a migliorare l'equilibrio generale della bici. La ruota posteriore rimane costantemente a contatto con il terreno, aumentando trazione, controllo e sicurezza, mentre il sostegno dell'idraulica permette di guidare con maggiore precisione senza rinunciare alla sensibilità.

Conclusioni

L'EXT Aria V2 è uno di quegli upgrade che si percepiscono fin dai primi metri. Non perché trasformi radicalmente la bici, ma perché riesce a migliorarne ogni aspetto senza introdurre compromessi.
La sensibilità iniziale permette alla ruota di rimanere sempre in presa sul terreno, il sostegno nella parte centrale della corsa rende la guida più precisa e il comportamento generale trasmette una sensazione di controllo che aumenta la fiducia del rider.

L'aspetto più interessante è che, pur essendo un ammortizzatore ad aria, l'ETX Aria V2 riesce ad avvicinarsi molto al comportamento di un ammo a molla: grande grip, risposta estremamente lineare e una capacità di copiare il terreno davvero notevole, ma con il vantaggio di un peso inferiore e di una maggiore facilità di regolazione.
Naturalmente non è un prodotto economico né pensato per chi cerca semplicemente un ricambio. È un componente destinato a chi vuole ottenere il massimo dalla propria bici e apprezza una sospensione sviluppata e tarata su misura.

Per informazioni: extremeshox.com.

Qui la nostra visita in azienda presso la sede di EXT Racing Shox.

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Sull'autore
Francesco Savona

Mi affascina il mondo delle e-bike, soprattutto quello legato alle bici da trail e da enduro, specialità nella quale ho corso per qualche anno, quando ancora l'elettrico non esisteva. Ma sono anche un amante dei lunghissimi giri alpini, per intenderci quelli epici, da bici in spalla... Ho anche un trascorso professionale ventennale nell'ambito editoriale delle moto

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