A me piace allenarmi, non (solo) uscire in bici. Vi spiego perché

Daniele Concordia
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A me piace allenarmi, non (solo) uscire in bici. Vi spiego perché

Daniele Concordia
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A me piace allenarmi, non uscire in bici.
Scritta così, questa frase è un po' provocatoria, ma l'obiettivo è proprio questo...
Ci ragionavo qualche giorno fa, mentre mi allenavo, appunto.
In fin dei conti, a me piace allenarmi, non uscire in bici. Sia chiaro, capita anche a me di uscire in bici con gli amici per puro divertimento e ovviamente esco anche per provare le bici test, ma dentro di me c'è sempre quella fiamma che non si spegne, si chiama agonismo.

Ognuno di noi ha un modo proprio di intendere lo sport, e va benissimo così. In questo articolo voglio raccontarvi il mio, perché sono sicuro che molti di voi la pensano come me, ma sono altrettanto sicuro che qualcuno di voi detesterà il mio (il nostro) animo agonistico.

La vita è una gara, la gara è vita

Se c'è una cosa che mi fa sentire vivo sono le competizioni.
Non solo quelle in cui si attacca un numero, ma anche quelle contro sé stesso, contro i propri limiti.
L'agonismo fa parte di me, non ci posso fare niente. E anche gli altri aspetti della vita, quelli che vanno oltre lo sport, molto spesso li prendo di petto come se stessi in gara.
Non so se questo accade perché sono nato così, oppure perché le gare fanno parte della mia vita da troppi anni, ma questo è...
E penso anche che sia un vantaggio, perché quando sei “forgiato” dallo sport, inteso come competizione vera e propria, sei molto più pronto alle sfide che la vita ti mette di fronte ogni giorno.

Senza obiettivi è dura...

A me piace allenarmi per un obiettivo, che quasi sempre è di carattere agonistico.
Senza obiettivi, non so se ce la farei ad andare in bici, forse lo farei, ma molto meno frequentemente. O forse cambierei sport, proprio per avere degli stimoli nuovi e degli obiettivi diversi.
Che poi, in fin dei conti farò 5-6 gare all'anno, non di più, ma pianificarle mi aiuta ad essere sempre in una buona forma, quella forma che contribuisce anche a farti divertire di più (ne abbiamo parlato qui).

Quando parlo di obiettivi ci includo anche un determinato tempo su una salita, un determinato wattaggio in quel segmento, un tempo basso o una maggiore fluidità in una discesa tecnica, portare a termine un giro lungo che mi ero pianificato entro un determinato orario.
Insomma, non parlo solo di gare, ma anche di obiettivi diversi mi danno lo stimolo per andare avanti e allenarmi quasi tutti i giorni, anche nei periodi in cui gli impegni della vita prendono il sopravvento.
Ecco perché non credo a chi dice “non ho tempo”: il tempo lo trovi, se lo desideri fortemente ed hai lo stimolo giusto.



Il modo migliore per “staccare”

A me piace allenarmi, ma soprattutto amo fare i lavori specifici.
Mi alleno con metodo da circa 20 anni, nel mezzo ho studiato Scienze Motorie ed ho capito che per raggiungere certi obiettivi è impossibile allenarsi “a sensazione”, bisogna misurare e rispettare dei criteri come specificità, progressione dei carichi e così via...
E negli ultimi anni, in cui il livello atletico e tecnico è sempre più alto, è ancora più importante eseguire gli esercizi specifici.

A me piace allenarmi

Ma c'è anche un altro motivo che mi spinge a fare i lavori specifici: quando mi alleno non penso ad altro. In quelle due orette stacco da tutto, mi isolo, riprendo il contatto con il mio fisico e con la mia mente, seguo i watt, i minuti, i secondi, cerco di superare i limiti mentali e quando torno a casa sto meglio. Magari fisicamente sono cotto, finito, ma la testa riacquista quella lucidità che solo l'allenamento di metodo può darti.
E credetemi, è impossibile entrare in questo “mood” durante un'uscita a sensazione, perché ogni tanto si torna a pensare ai problemi, agli impegni e a tutti gli altri aspetti che rendono la testa pesante, proprio nel momento in cui cerchiamo un po' di leggerezza.

Quel sano masochismo che mi fa sentire vivo

Al di la dei discorsi teorici o filosofici, a me piace allenarmi perché amo “finirmi”.
Mi piace portare al limite il mio fisico, amo la sensazione delle gambe che bruciano, dei battiti che salgono alle stelle, dell'adrenalina che gira nel corpo dopo un allenamento Vo2 Max, dei muscoli addormentati che pian piano si svegliano e diventano sempre più efficienti, del calo di zuccheri che ogni tanto appanna la vista...

Sarò un po' masochista, ma anche tutto questo fa parte del motivo per il quale ho scelto il ciclismo invece di uno sport più “tranquillo”.
Qui non si inventa niente: o ti impegni o sei fuori, le scorciatoie rappresentano solo false illusioni, destinate a far svanire tutto in poco tempo.
E questo mi piace, cavolo se mi piace!

Se devo andare a spasso, sto sul divano

Quello che sto scrivendo potrà sembrare un po' “forte”, ma per me è la realtà.
Se devo uscire in bici per andare a spasso, senza sudare, rientrando a casa senza quella sensazione di sana fatica preferisco non uscire.
Io lo sport l'ho sempre vissuto intensamente, senza scuse, senza troppi giri di parole: prendo la bici per allenarmi o per raggiungere un determinato obiettivo, sia esso lavorativo o di carattere privato, cercando di portare quel ritmo che mi fa sentire vivo, presente, competitivo.
Se so che quell'uscita non mi darà niente di tutto questo, allora sto a casa.

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Un'arma a doppio taglio

Tutto quello di cui vi ho appena parlato può diventare un'arma a doppio taglio, soprattutto quando per un motivo o per l'altro "non la muovo".
Per fortuna non mi capita spesso, ma quando capita non mi riconosco.
Mi sembra di pedalare nel corpo di un altro, perché la testa mi spingerebbe a fare determinate cose, mentre il fisico non riesce a seguirla. È una sensazione strana, che svanisce solo quando la condizione torna ad essere normale. Per fortuna...

Noi agonisti siamo “condannati” a mantenere sempre quel minimo di forma che ci fa sentire bene, l'adrenalina è la nostra droga, ma anche lo stimolo più grande per andare avanti, a prescindere dall'età che avanza e dalle categorie che scorrono veloci tra una pedalata e l'altra.

A me piace allenarmi e finirmi (come nella foto qui sopra), ma se avete letto tutto fino a questo punto, vuol dire che in fin dei conti piace anche a voi 😉

Qui gli articoli sull'allenamento.

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Sull'autore
Daniele Concordia

Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.

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