Le paranoie degli amatori prima di una gara: 5 aspetti su cui riflettere

Daniele Concordia
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Le paranoie degli amatori prima di una gara sono molte, ma spesso infondate.
Vogliamo parlarvi di questo argomento perché nelle ultime settimane, girando sui campi gara e negli ambienti frequentati dagli appassionati di bici, abbiamo notato troppa frenesia, troppa ansia e, soprattutto, troppa voglia di “fare i professionisti”.

Le paranoie degli amatori
Massima concentrazione e molta tensione: nel caso dei professionisti è anche lecito. L'amatore dovrebbe viverla diversamente... Foto Hero Dolomites




Gli amatori che vivono il weekend di gara senza troppo stress ci sono ancora, è vero, ma aumenta sempre di più la fetta dei cosiddetti “amatorazzi” (concedeteci il termine ironico), quelli che non si rassegnano all'idea di essere dei master, ma vogliono imitare i propri idoli approcciandosi alla gara in modo super meticoloso, a volte ironico e molto spesso con scarsi risultati.
Sia chiaro, ognuno vive la propria passione come vuole, ma in questo caso vogliamo darvi qualche dritta per gestire meglio il weekend o la giornata di gara e i giorni precedenti, senza parlare di schemi, regole o tabelle, ma riflettendo su alcuni comportamenti che possono compromettere le prestazioni e farvi divertire meno.

Questo biker, invece, è molto rilassato... Fin troppo rilassato 😬 Foto Hero Dolomites

PREPARAZIONE

Per preparazione intendiamo il modo di avvicinarsi alla competizione, l'approccio mentale e il modo di gestire le uscite.
Sembra banale, ma a volte è più importante l'avvicinamento che la gara stessa, non solo per ottenere un determinato risultato, ma per divertirsi di più e godersi l'evento nella sua interezza.
Gli amatori che si affidano ad un preparatore atletico sono sempre di più e questo può essere un bene, ma prima di tutto bisogna imparare a conoscere se stessi, ascoltando il proprio corpo.

Foto Hero Dolomites

Il problema, di solito, è che l'amatore vuol fare sempre di più di quanto suggerito e poi ancora di più, per recuperare il tempo perso nei giorni prima dell'appuntamento, per buttare quel chiletto e... E taccc!
Arriva alla gara lesso, brasato, finito.
Finito di gambe, ma a volte soprattutto di testa.
Tenete a mente questa frase: quasi sempre le scarse performance derivano dal mancato recupero e non dal troppo allenamento.

Le paranoie degli amatori
Foto Hero Dolomites

Se siete dei veri amatori, quindi lavorate, avete una famiglia, fate i salti mortali per allenarvi e non avete il tempo libero di un professionista, non pensate di allenarvi come un professionista, perché non riuscirete a recuperare quei carichi, anche se avete un bel motore.
Fate il giusto, se vi sentite stanchi anche un po' meno: di sicuro arriverete alla gara più carichi e vogliosi di far fatica.

Ah, se non avete un coach è meglio fare da soli che ascoltare i consigli del famoso cugino dell'amico, quel “tuttologo” che è preparatore, nutrizionista, biomeccanico e fisioterapista allo stesso tempo.
Chi vuole fare tutto, di solito non sa fare niente...

Qui 4 puntate sull'allenamento invernale per Xc e Marathon:

GESTIONE DELLE EMOZIONI

Gestire le emozioni è fondamentale, per non farsi soprassedere dall'ansia e dal timore di fallire.
Dirlo è facile, quasi scontato, ma metterlo in pratica lo è un po' meno, soprattutto per chi è alle prime armi ed è pieno di incertezze.
Bisogna lavorare su se stessi: se siete particolarmente ansiosi di natura cercate di canalizzare questa energia sui pedali e non stressandovi prima della gara.

Pensate ad altro, non isolatevi e non siate troppo dubbiosi su dettagli del tipo:
«Questa gomma la gonfio a 1.1 o a 1.15 bar?».
«La bici più leggera di 100 grammi quanto mi farà guadagnare?».
«A merenda è meglio se mangio una mela o una pera?» 😱

Le paranoie degli amatori
Foto Hero Dolomites

Insomma, tutte piccole cose che in una gara amatoriale non fanno la differenza, perlomeno non incidono quanto potrebbe farlo un atteggiamento lucido e rilassato.
Girando sui campi gara abbiamo notato troppa frenesia e agitazione, persone accampate in griglia già due ore prima, che poi allo sparo del via retrocedono perché logorati dall'ansia.
E l'ansia ti taglia le gambe, nel vero senso della parola.
Quindi, se volete godervi le gare e dare il massimo, imparate prima di tutto a gestire le emozioni.

Qui una LIVE sull'importanza dell'aspetto mentale:

ALIMENTAZIONE

Ecco, questo è forse il tasto più dolente.
I media e i social ci “bombardano” ogni giorno con alimenti miracolosi, alcuni nutrizionisti impongono alimenti introvabili negli hotel o comunque poco pratici e negli sportivi (soprattutto amatori) c'è sempre più la “fissa” dell'alimentazione e delle intolleranze.
Un esempio? Nonostante quasi tutti gli hotel offrono un buffet immenso e, la mattina della gara, preparano spesso pasta o riso per chi lo desidera, alcuni amatori si presentano a tavola con il sacchetto portato da casa 🤔
Per carità, nessuno vieta di farlo, ma guardando i professionisti che hanno mangiato quello che c'era, senza fare troppe storie, viene da porsi qualche domanda...

Ognuno ha la sua colazione "tipo", ma quando si è in giro per le gare è bello anche cambiare ed adattarsi a quello che si trova. Ovviamente, con moderazione. Se cercate qualche consiglio sulla colazione pre-gara leggetevi questo articolo pubblicato su BiciDaStrada.it

Tutti questi “schemi” portano solo ansia e tensione, senza contare che mangiando sempre le stesse cose, il fisico si abitua a tollerare solo quelle. Insomma, è un cane che si morde la coda.
Altro aspetto: le tempistiche.
La colazione andrebbe terminata circa 3 ore prima, okay, ma in certe situazioni non è possibile rispettare questa tempistica e allora... Scatta la paranoia!
Non è raro vedere persone che “graffiano” la porta della sala per farsi aprire prima possibile, con la smania di non rispettare le canoniche 3 ore. Poi magari ingurgitano una quantità di alimenti tutti insieme che quasi sicuramente non digeriranno prima della partenza...
Calma!
Vi sveliamo un segreto: la colazione non è così importante, lo sono molto di più una buona cena (ricca di carboidrati, digeribile e nutriente) e il giusto riposo.
E' meglio dormire mezz'ora in più e mangiare un boccone di riso o due biscotti di meno, che viceversa...

Le paranoie degli amatori
Almeno dopo la gara, concediamoci qualcosa di più appetitoso... Foto Roc d'Azur

INTEGRAZIONE

Discorso simile all'alimentazione, se possibile ancora più vasto.
L'integrazione in gara è importante, soprattutto nelle marathon molto lunghe, ma nella maggior parte dei casi basta qualche gel, un paio di barrette e maltodestrine-sali in borraccia.
Stop, finito!
Tutto il resto (preparati per il recupero, amminoacidi, bruciagrassi, alghe o erbe varie, stimolanti ecc) se siete amatori e vi allenate come un amatore servono a poco e niente, se non a farvi svuotare il portafoglio.
Un'alimentazione bilanciata e di qualità basta e avanza per fornire all'organismo tutti i nutrienti e i minerali di cui ha bisogno.

Il discorso cambia se fate dei carichi di allenamento molto importanti, vicini a quelli che fa un professionista. Ma qui parliamo di una fetta molto più piccola di appassionati.
Gli integratori alimentari andrebbero assunti, appunto, per integrare un determinato nutriente che manca nella propria dieta, non per “dare conforto mentale” prima di una gara. Sì, molto spesso in ambito amatoriale è questo il motivo scatenante.
Senza contare che gli integratori assunti quando non ce n'è bisogno appesantiscono solo il fisico, possono creare ritenzione idrica e a volte compromettere la performance, invece di migliorarla...
Quindi, prima di ingolfarvi con polveri o capsule varie, fatevi questa domanda: mi serve davvero?

Qui un approfondimento sugli integratori alimentari:

SAPER VINCERE (E SAPER PERDERE)

Per chiudere parliamo di un argomento meno tecnico, ma comunque importante: l'atteggiamento in caso di vittoria o sconfitta.
Vittoria o sconfitta non per forza riguardanti la classifica, ma anche personali, imposte dai propri obiettivi o sogni.
Avete fatto caso che i professionisti non sono quasi mai “alterati” dopo l'arrivo, magari poco soddisfatti e rammaricati se qualcosa è andato storto, ma è raro vederli sbraitare.
Alcuni amatori, invece, vivono la sconfitta o gli imprevisti con rabbia e sensi di colpa, che fanno male a loro stessi e chi gli sta intorno.

La stretta di mano tra Andreas Seewald (neo campione del mondo marathon) e il secondo classificato, Diego Arias. Prendiamo esempio dai professionisti...

Stesso discorso in caso di vittoria o prestazione di alto livello: il pro' di solito abbraccia l'avversario e resta più umile di tanti amatori, che invece si sentono onnipotenti. Non è sempre così, per fortuna, ma in molti casi accade ed è veramente brutto, un peccato.
Lo sport, prima di agonismo deve essere aggregazione.
Avversari in gara, amici o rivali rispettosi dopo il traguardo: questa è una regola che bisognerebbe tenere sempre a mente, perché il ricordo che si lascia di sé, anche quando si smette di correre, dipende dall'atteggiamento e non dai risultati.

Le paranoie degli amatori
Foto Hero Dolomites

Per concludere, le paranoie degli amatori prima di una gara, ma anche dopo e nella vita di tutti i giorni sono troppe, ma spesso inutili, infondate.
Basterebbe davvero poco per vivere questa fantastica passione in modo sano, prendendosi meno sul serio.
Farsi una mangiata e due risate in più, guardare meno ai dettagli inutili e più alle cose importanti e, soprattutto, bisognerebbe ricordarsi, ogni tanto, di essere solo degli amatori.

Foto Roc d'Azur

Vincere o andare forte è bello e senza competizione lo sport sarebbe molto più povero, nessuno lo nega. Ma il risultato ad una gara amatoriale non ti cambia la vita e dopo l'arrivo si torna alla vita frenetica di tutti i giorni.
Quindi viviamoci le gare e lo sport in generale come un momento di “fuga” dalla realtà, lasciamo alle spalle le paranoie e impariamo a goderci il momento, senza pensare troppo alle conseguenze.

Di seguito, i consigli per gestirsi durante una marathon:


Qui gli altri articoli sull'allenamento.

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Sull'autore
Daniele Concordia

Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.

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