scritto da Saverio Ottolini in Tecnica,Training il 22 Nov 2013

Training: si riparte, ma conosciamo il nostro obiettivo?

Training: si riparte, ma conosciamo il nostro obiettivo?
        
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Sembra non esistano più limiti di innovazione nel mondo della mountainbike; quello che solo pochi anni fa poteva sembrare futuristico, lo ritroviamo presente sulle nostre bici. Continua ricerca, nuove tecnologie e materiali mettono in evidenza un legame sempre più stretto tra SPORT, TECNOLOGIA e SCIENZA. Lo stesso linguaggio tecnico è diventato molto complesso ed articolato, spesso addirittura poco comprensibile per chi si avvicina al nostro sport.
Nonostante questa evoluzione, per portare al successo bici “innovative”, fortunatamente, sono sempre necessari “cuore, gambe e mente” dell’atleta; per questo, parallelamente allo sviluppo tecnico del mezzo, si sono evolute anche le metodologie di allenamento che partendo dall’analisi della “macchina umana”, basandosi su scienze esatte come la fisiologia, hanno sviluppato nuove metodiche per il training ed esclusivi sistemi di monitoraggio della performance e della condizione atletica e del recupero
A questo punto ci sentiamo in dovere di citare la frase di un antico filosofo, Platone:
“In un discorso ben fatto, non dovrebbe la mente di chi parla conoscere la verità di ciò di cui deve parlare?”

Anche la macchina da gara più raffinata ha bisogno di un "motore" a punto. Ecco Jaroslav Kulhavy in allenamento prima della gara olimpica a Londra 2012.

Anche la macchina da gara più raffinata ha bisogno di un “motore” bene a punto. Ecco Jaroslav Kulhavy in allenamento prima della gara olimpica di Londra 2012.

Scienza e tecnologia fanno parte delle nostre vite
Non preoccupatevi, non vogliamo proporvi “paternali” universitarie, ma solo spunti che aiutino a comprendere come non sia più possibile considerare scienza e tecnologia come “elementi accessori” dello sport in quanto troviamo applicazioni scientifiche in tutto ciò che facciamo e usiamo quotidianamente.
Per settare una forcella è necessario saper leggere il manometro, per regolare correttamente i serraggi serve di saper utilizzare chiavi dinamometriche o addirittura intervenire a livello elettronico per bloccaggi di forcelle o ammortizzatori. Allo stesso tempo abbiamo a disposizione cardiofrequenzimetri, ergometri, computerini e orologi con Gps per monitorare e quantificare le nostre uscite e i nostri allenamenti.
Forse troppo?
E’ difficile mettere un limite al progresso a patto che tutto venga utilizzato in modo corretto e sensato. Per questo motivo è impensabile che un atleta possa oggi non sentire la necessità di conoscere il proprio fisico, di allenarlo e monitorarlo al meglio, di pianificare la propria attività sportiva non solo in funzione di un possibile miglioramento prestativo, ma con lo scopo di raggiungere piena consapevolezza delle proprie potenzialità.
Possiamo assicurarvi che gestire i propri allenamenti con una programmazione di base, valutando correttamente le energie spese e residue del nostro organismo, monitorando il recupero non fa assolutamente perdere la “poesia” del pedalare. L’atleta che riesce a riconoscere le proprie carenze e limiti, oltre a migliorarsi, può utilizzare la propria bici in modo più “consapevole” migliorando anche il divertimento e le sensazioni durante le uscite.

Anne Caroline Chausson ha dichiarato più volte che per lei la leggerezza è molto importante. Anche e soprattutto nella guida in discesa.

Anne Caroline Chausson ha dichiarato più volte che per lei la leggerezza è molto importante. Anche e soprattutto nella guida in discesa.

La ricerca del feeling
Tutti i biker cercano per la propria mountainbike alta qualità dei componenti e ottimi livelli di affidabilità; ovviamente l’utilizzo di una componentistica di alta gamma richiede un discreto “feeling” con il mezzo meccanico. Se l’atleta non conosce per prima cosa le proprie caratteristiche, le risposte del proprio fisico alle sollecitazioni non potrà mai arrivare a “sentire” la propria bici e a effettuare successivamente precise scelte e impostazioni tecniche.
Facciamo subito un esempio molto concreto: proviamo ad applicare il concetto di “spending review” in ambito Mtb.

Il guadagno energetico
Consideriamo il “risparmio” sia in termini di “peso effettivo” della bicicletta che in termini di “spesa energetica” durante allenamento e gara. Tutti i biker sono alla ricerca di continui “upgrade” della propria Mtb in quanto conoscono i vantaggi che offre una bici più leggera (soprattutto nell’Xc e nelle Gf consente una pedalata meno impegnativa e rende più efficaci i rilanci e le variazioni di ritmo); stessa cosa, a patto di non compromettere l’affidabilità e la guidabilità, vale in ambito freeride ed enduro.
Identico concetto di risparmio lo possiamo applicare al nostro fisico sia in termini di peso corporeo che in termini di “rendimento energetico” e verificare come l’allenamento porti automaticamente a migliorare entrambi i parametri.
Un biker che riesce ad allenarsi con una programmazione corretta e un giusto metodo può in tempi brevissimi ridurre il consumo energetico di ogni sua azione. Questo consentirà all’atleta non solo di ripetere in modo continuativo gesti ad elevata intensità, ma permetterà di completare l’allenamento o la gara senza evidenti cali di prestazione.

Allenamento in coppia? Spesso serve a riconoscere meglio le proprie lacune. Oppure i propri punti di forza.

Allenamento in coppia? Spesso serve a riconoscere meglio le proprie lacune, ma anche i propri punti di forza.

Allenarsi bene, ovvero correre con più lucidità
Allenarsi significare ottimizzare qualità e potenzialità del nostro organismo: se durante i trasferimenti di una gara di enduro il rider riesce a pedalare in modo più economico, si presenterà al via della Speciale successiva con più lucidità e maggiore potenza nelle gambe. Allo stesso modo, durante una gran fondo, un consumo energetico inferiore e quindi un rendimento superiore porta il biker a completare la gara senza un calo prestativo. Consideriamo anche l’adattamento (sempre in funzione del risparmio globale) a livello del sistema nervoso; l’allenamento porta a un notevole miglioramento sia del potenziale di azione (quindi della scintilla che attiva il motore muscolare) che del grado di attenzione e di concentrazione, elementi indispensabili e determinanti soprattutto nelle discipline gravity (aumenta il fattore sicurezza).
Senza approfondire ulteriormente il discorso (lo faremo nelle prossime settimane) possiamo già valutare come la conoscenza e la pratica di un corretto allenamento siano indispensabili. Il miglioramento della prestazione diventa semplicemente il risultato di una serie di adattamenti che per prima cosa renderanno molto più piacevole, sicuro ed emozionante il pedalare.
Per questo motivo, a partire dalle prossime settimane, vi guideremo tramite una serie di articoli mirati dentro l’analisi e la conoscenza della macchina umana e delle risposte del nostro organismo.
Entrando nello specifico delle varie discipline del mondo Mtb svilupperemo numerosi argomenti che saranno un utile spunto per creare, organizzare e gestire la vostra preparazione atletica.

Quindi, per rispondere alla domanda del titolo, l’obiettivo che dobbiamo porci durante la prossima preparazione invernale è riuscire a conoscere ancora meglio il nostro “motore” e le nostre capacità.
A presto.
Saverio Ottolini

        
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