scritto da Daniele Concordia in Tecnica il 21 Dic 2018

Come lavora un preparatore atletico a distanza? Sentite qui…

Come lavora un preparatore atletico a distanza? Sentite qui…
        
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Vi siete mai chiesti come lavora un preparatore atletico a distanza?
Nell’era del web e del “remoto”, sono sempre di più i “coach” che lavorano con atleti sparsi qua e là per il proprio Paese o addirittura in tutto il Mondo.
Okay, ma è possibile seguire veramente bene un atleta, nel nostro caso un biker/ciclista, anche a tanti chilometri di distanza, incontrandosi pochissime volte?
A quanto pare sì…

preparatore atletico a distanza

A sinistra, Mattia Longa, terzo all’italiano marathon elite. A sinistra, Matteo Lonati, il suo allenatore…



Ma per capire meglio come lavora un preparatore atletico a distanza, abbiamo parlato con Matteo Lonati, uno dei trainer più celebri al momento nel mondo della Mtb, che allena diversi atleti nel giro della nazionale italiana fuoristrada, ma anche parecchi amatori sparsi in tutta Italia e anche all’estero.
Gli abbiamo fatto 10 domande, alle quali ha risposto in modo molto preciso…
Buona lettura!

preparatore atletico a distanza

Matteo Lonati, oltre ad essere un coach è anche un biker di tutto rispetto, specializzato nelle lunghe distanze.

– Di solito il percorso di preparazione inizia con un dialogo e con un test di valutazione. Lavorando a distanza come fai?
– All’inizio della collaborazione presento un questionario/intervista di circa 5 pagine, che viene compilato in modo accurato e meticoloso da parte dell’atleta.
Le domande spaziano dal generale, con strumenti e materiale che hanno a disposizione per allenarsi, luogo in cui vivono e ambiente in cui svolgono i loro allenamenti, fino a domande estremamente specifiche, come tempo e giorni utili da dedicare all’allenamento, il loro stile di vita e le abitudini giornaliere. Fino a porre domande estremamente personali come patologie passate o patologie/problematiche psicofisiche in corso. Proprio in quest’ultimo punto, mi sono accorto che il questionario/intervista è una metodica estremamente valida perché con un dialogo di persona, spesso, indicazioni cosi delicate non vengono date.

preparatore atletico a distanza

Il computer diventa uno strumento fondamentale per il dialogo e la pianificazione del programma tra allenatore e atleta

Una volta verificato che ci siano i presupposti fisici e strumentali per collaborare, vengono forniti protocolli di test dettagliati per determinare le innumerevoli, detto volgarmente, “soglie” che l’atleta svolge in piena autonomia.
Ma fondamentale è l’analisi di almeno 2-3 mesi di allenamenti e files, compresi quelli delle gare, svolte dall’atleta per studiare nel dettaglio l’andamento del suo profilo potenza, il tracciato cardiaco e tanti altri dati osservati nel lungo, medio e breve periodo. Un anno di allenamenti dà più informazioni rispetto un singolo e breve test.

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Il test indoor spesso viene “incrociato” con quello outdoor per avere dei dati più veritieri possibili

– A proposito di test di valutazione: a tuo avviso è più realistico quello indoor o quello su strada?
– Indoor si eliminano tante variabili che potrebbero condizionare un test, tuttavia outdoor si rende il test il più funzionale e specifico possibile.
Assolutamente meglio outdoor, a patto che i test siano effettuati in modo accurato e con specifici protocolli. Mi è capitato di far rifare più di 3 volte un test ad un atleta siciliano perché non rispettava alcuni punti fondamentali.
Tuttavia, questi protocolli possono essere svolti anche indoor, spesso faccio eseguire doppio test indoor e outdoor per essere sicuro che i riferimenti che forniscono i vari ciclomulini/rulli siano corretti e correlabili.

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– Poi come si procede? Preferisci programmi mensili, oppure periodi più lunghi o più corti?
– Propongo diverse tipologie di pacchetti e principalmente l’unica grande differenza riguarda le tempistiche di analisi dei files di allenamento.
Nel pacchetto “massimo” o con i professionisti consegno programmi di lavoro che vanno da una a massimo tre settimane per volta, ma ogni settimana, entro massimo il mercoledì sera, analizzo l’intera settimana e mando una mail accurata con grafici e feedback descrittivi di come hanno svolto il microciclo di allenamento; spesso questo è un’occasione per variare qualche allenamento già nella settimana in corso.
Nel pacchetto intermedio l’analisi è ogni due settimane, nel pacchetto base invece non c’è analisi ed è una preparazione per neofiti o non per scopi agonistici.
Il mio motto è: “ogni programma che creo nasce per poi essere distrutto, modificato e variato”. Mi capita ogni settimana, dopo l’analisi, di cambiare qualche dettaglio in corsa.

preparatore atletico a distanza

 

– Quali sono gli aspetti positivi della preparazione a distanza?
– Per il preparatore atletico è avere la possibilità di collaborare con atleti vari e differenti, italiani e stranieri, con diverse necessità ed abitudini che, vi assicuro, variano in Italia da regione a regione come variano gli eventi di gara ai quali si devono preparare.
Questo permette di avere sempre nuovi e bellissimi spunti e stimoli, senza rendere mai il lavoro monotono.
In secondo luogo, dato che si può attingere ad un bacino di clienti maggiore, poter effettuare una “selezione”, non per livello atletico, ma esclusivamente per capacità culturale e sociale di poter collaborare con questa metodica a distanza e riuscire a creare un gruppo valido, un presupposto per poter lavorare al meglio e poter far rendere al meglio i mie atleti. La qualità è importante, non la quantità.

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Da sinistra: Martino Tronconi, Luca Ronchi e Mattia Longa. Tutti e tre gli atleti in maglia azzurra sono preparati da Matteo Lonati.

Per l’atleta, l’aspetto positivo è avere la possibilità di scelta e non doversi per forza affidare ad un allenatore solo perché si trova vicino casa. Inoltre, bisogna capire che si può “usufruire” del proprio allenatore maggiormente tramite mail, in quanto è perennemente a disposizione, piuttosto che avere la possibilità di vedere il proprio coach solo su appuntamento.

– E invece il problema che ti è capitato più spesso con questa metodica? Diciamo i potenziali rischi…
– Trovare atleti che non sappiamo gestire nel modo migliore la collaborazione a distanza perché incapaci a rispettare le normali tempistiche e regole necessarie per collaborare (esempio: caricamento files in tempo adeguato o richiesta modifiche programmi in tempi ragionevoli). Un altro problema potrebbe riguardare i non esperti nell’utilizzo delle mail e dei programmi correlati come Excel, Training Peaks e molti altri.

preparatore atletico a distanza

La piattaforma Training Peaks è una tra le più utilizzate dai preparatori atletici per pianificare e controllare il lavoro svolto dall’atleta preparato a distanza.



– Qual è l’errore che fanno più spesso gli atleti che prepari a distanza?
– Avendo uno scambio di mail continuo e un feedback praticamente giornaliero (in più ci si incontra alle gare o si gareggia insieme) si instaura a volte un rapporto di amicizia che, seppur bello, a volte è controproducente.
Il rischio è di diventare un confidente e non più allenatore e successivamente avere difficoltà nel doversi imporre davanti ad errori puramente di allenamento, che per forza devo correggere, a volte passando anche per troppo cattivo. Prima allenatore, poi amico.

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Lonati segue anche Daniele Mensi, ma è anche un suo grande amico. Qui stanno facendo dei lavori dietro moto…

– E la domanda/richiesta che ti fanno più spesso gli atleti? Elite e amatori…
– La richiesta degli Elite è semplicemente far rendere al massimo il loro motore e vincere.
Gli amatori alla fine si rilevano più tranquilli, spesso ricevo richieste di semplice miglioramento del loro fitness, abbassare il proprio tempo in una determinata gara o salita, raggiungere un determinato risultato di classifica che però deve essere un obbiettivo, seppur stimolante e difficile, reale.

– Come fai a controllare che il lavoro svolto dagli atleti sia stato svolto bene? Training Peaks per tutti, oppure c’è anche un’altra metodica che utilizzi?
– Negli ultimi due anni ho iniziato ad utilizzare la piattaforma Training Peaks per tutte le tipologie di atleti che seguo, sia amatori che professionisti.
Per i professionisti, in aggiunta utilizzo anche il software Golden Cheetah, per un’analisi ancora più accurata. Inoltre seguo su Strava gran parte dei miei atleti.

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Il coach bresciano ha esperienze anche con stradisti di tutto rispetto. Qui in palestra con il pro’ Simone Ponzi.

– Nel 2019 è possibile allenarsi bene senza misuratore di potenza? O meglio, tu prepari ancora qualcuno che utilizza solo il cardio? E quanto è più difficile monitorare i suoi allenamenti?
– Bella domanda. E’ ancora possibile allenarsi senza misuratore di potenza, ma la precisione e qualità del lavoro che posso offrire è fortemente al ribasso.
Sì, alleno ancora atleti che utilizzano solo il cardiofrequenzimetro, ma non con il pacchetto di massimo livello che ho disponibile, li dirotto su preparazione atletiche più “soft”.
Tuttavia, negli ultimi due anni, il 90% dei miei atleti utilizza il misuratore di potenza e tanti nuovi atleti sprovvisti inizialmente poco dopo lo acquistano.

preparatore atletico a distanza

Il misuratore di potenza è uno strumento necessario per chi vuole prepararsi in modo scrupoloso e con obiettivi agonistici. Semplifica molto anche il lavoro del preparatore atletico a distanza…

– E per quanto riguarda, ad esempio, le valutazioni sulla composizione corporea (plicometria, impedenziometria)? C’è un modo per controllare l’atleta anche a distanza? Oppure bisogna affidarsi a nutrizionisti o altri esperti del settore?
– La risposta che hanno anche ai miei atleti è: “Sono un preparatore atletico! Non un nutrizionista e dietologo”.
Sono fortemente convinto che ogni settore abbia il suo professionista, io mi limito a dare piccoli consigli generali di buona e corretta alimentazione, frutto dei miei studi universitari correlati ed individuali, ma negli ultimi anni ho stretto delle collaborazioni puramente date (preciso) di reciproca stima con professionisti del settore dislocati al Sud, Centro e al Nord Italia, in modo da poter dirottare i miei atleti che vogliono eseguire tutto alla perfezione.

preparatore atletico a distanza

Per gli esami della composizione corporea e per l’alimentazione, Lonati consiglia di consultare uno specialista.

Per informazioni su Matteo Lonati visitate il suo sito internet o la sua pagina Facebook.

Qui tutti gli articoli sull’allenamento.

Qui tutti gli articoli sulla preparazione pubblicati su BiciDaStrada.it



        
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